Violentavano nipote: condannati PDF Stampa
Scritto da Cannizzomik   
Giovedì 07 Ottobre 2010 15:38

Il gup del tribunale di Lucera Filomena Mari, al termine del rito abbreviato conclusosi pochi minuti fa, ha condannato due persone rispettivamente a 12 e 6 anni di reclusione. Si è conclusa quindi con una sentenza giudiziaria tutt’altro che tenera la prima parte della squallida vicenda scoppiata a fine febbraio scorso quando i due uomini di Alberona vennero arrestati dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale aggravata, corruzione di minorenni e violenza privata sulla loro nipote 13enne
Padre e figlio, di 62 e 38 anni, secondo le indagini avevano i

nsidiato la ragazzina nella loro casa quando questa, assieme ad altri due fratelli più piccoli, trascorreva i fine settimana di rientro da un istituto per minori di Lucera dove era ospitata da tempo su disposizione del giudice del tribunale dei minori di Bari.

 

La sentenza è arrivata al termine di un’udienza serrata, completamente off-limits per il pubblico ma che ha visto la presenza anche dei due coniugi volontari che seguivano già da tempo i tre fratelli e che avrebbero contribuito in maniera determinante all’emersione della storia agghiacciante. Secondo l’accusa, infatti, l’esplosione reale del caso si è avuta solo con la constatazione della gravidanza della giovane che nelle settimane precedenti aveva accusato dei malori. A seguito di analisi cliniche e visita ginecologica è avvenuta la tremenda scoperta che ha poi portato la ragazza a confessare le “attenzioni” che il nonno le rivolgeva nei fine settimana quando invece il suo ritorno in famiglia avrebbe dovuto portarle solo benefici. E in realtà era proprio tra le apparenti mura sicure della casa che avvenivano gli approcci, che secondo il racconto della ragazza poi in effetti siconcretizzavano in luoghi appartati dove l’uomo portava la nipote con scuse banali per poi commettere le violenze sessuali, mentre i fratelli più piccoli venivano lasciati sempre a casa. 
In base a quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri, in un secondo momento ad abusare della ragazzina ci sarebbe stato anche lo zio che l’avrebbe aggredita all’interno della stessa casa, approfittando di un momento in cui non c’erano altre persone. Entrambi, al termine degli orribili atti, avrebbero comunque intimato alla vittima di non raccontare niente a nessuno, minacciandola di botte e talvolta ricompensandola con qualche euro.

E in effetti durante l’inchiesta sono stati ascoltati, con l’ausilio di psicologi, anche ifratellini che avrebbero raccontato di quella strana disponibilità economica della sorella più grande, ma anche del suo stato di ansia quando era a casa e anche del fatto che loro invece non avevano subito mai “attenzioni” particolari dal nonno che usciva sempre da solo con la nipote più grande. La ragazza dopo l’inizio della gravidanza avrebbe abortito direttamente su disposizione del giudice, interpellato per questa squallida storia che comunque promette da un lato altri strascichi giudiziari e dall’altro lascia forse dei segni perenni sull’unica presunta vittima innocente della vicenda.

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Ottobre 2010 15:59